karatebushinote@gmail.com

P-spada4-590×332
Palestra di Locarno

Presso palestra SUPSI-DFA (ex Alta Scuola Pedagogica), P.zza S. Francesco 16. Entrata anche da Via R. Simen (non occupare parcheggi tra le 18.30 e le 19.30)

2 lezioni di prova gratuite!

Per ADULTI e RAGAZZI (min.10 anni)
Venerdi 18.30-19.45

Gli allenamenti in palestra sono sospesi durante le festività e vacanze scolastiche.

Vedi mappa per dettagli

Il_maestro01

Il maestro Güney e la spada giapponese

La passione per la spada giapponese ha condotto il Maestro Güney a conoscere e diventare membro dell' Accademia Italiana di spada giapponese; frequenta i corsi di pratica e addestramento dal 2012, in Italia diretti dal Maestro Andrea Re e in Giappone da autorevoli Maestri di questa antica arte.
Nei nostri corsi del venerdì a Locarno vengono integrate lezioni di spada giapponese dello stile Hoki Ryu.

La spada pareva esercitare uno strano fascino sui membri di tutte le classi, ma per il bushi significava l'inizio della sua vita di guerriero, ne segnava i progressi, e spesso era lo strumento della sua fine prematura. Vi erano due svolte principali nella vita di un bambino nato o adottato dai buke. la prima era costituita dalla cerimonica con cui riceveva la sua prima spada, mamori-gatana, "una spada talismano con l'elsa e il fodero coperti di broccato, cui era fissato un kinchaku (borsellino). la seconda cerimonica era il genbuke, che simboleggiava la sua accettazione come uomo tra gli uomini.

Oscar Ratti / Adele Westbrookr I segreti dei samurai, Ed. Mediterranee

KENJUTSU

ARTE DELLA SPADA

Nell'antico Giappone, per evitare infortuni ai praticanti durante l’allenamento nei Dojo, si incominciò ad utilizzare spade di legno conosciute con i nomi di bokken o bokuto. Il bokken è un solido pezzo di legno modellato come una spada, con forma, lunghezza ed peso il più possibile vicini a quelli di una lama vera.

Attraverso l’uso della spada, il samurai imparava ad affrontare tutte le altre armi che avrebbe potuto trovarsi di fronte sul campo di battaglia. Questa disciplina insegna tuttora come valutare la distanza ottimale per lo scontro (ma–ai) e l’opportunità per attuare l’attacco (tsuki), nonché il controllo fisico e mentale sull'avversario e su se stessi (zanshin).

I kata, o sequenze prestabilite, sono composti da fluidi movimenti che simulano un reale combattimento tramite fendenti, stoccate, affondi e parate che vengono scambiati tra i due praticanti. Essi vengono ripetuti innumerevoli volte in modo non meccanico; le forme devono essere vissute con animo sincero, come un autentico scontro, facendo sì che l’arte della spada instauri nel praticante sicurezza morale, fiducia in se stesso e intraprendenza nel combattimento attraverso l’assidua pratica con un compagno.

L'allievo imparerà entrambi i ruoli di ogni kata, kirikomi (colui che taglia) e ukedachi (colui che riceve).

Dopo aver appreso le guardie di base e i colpi fondamentali della scuola, essi vengono fatti confluire nel primo kata, che racchiude i principi primi del combattimento con la spada giapponese. Questo kata, come tutti quelli a seguire, viene eseguito in coppia di un compagno di pratica più esperto.

Durante la progressione nella pratica, l'allievo apprende nuovi kata che divengono sempre più complessi ed articolati.

Per la progressione quindi, l’essenziale non è imparare più kata possibili, bensì migliorare il maneggio della spada per poter progredire in modo certo e rapido, approfondendo le criticità che il kata stesso suggerisce.


Testo ripreso dal sito dell'"Accademia Italiana di Spada Giapponese"